\jp{古事記} Kojiki \jp{日本書紀} Nihon Shoki \jp{風土記} Fudoki \jp{懐風藻} Kaifūsō Queste opere più che per il loro contenuto (soprattutto in Kojiki e il Nihon Shoki che non hanno contenuti letterari poiché sono più affini alla mitologia/cosmogonia) rientrano all’interno di questo corso di storia della letteratura perché è importante da un punto di vista linguistico portarli ad esempio. Anche i Fudoki non hanno un carattere letterario, il loro è un genere, mentre l’ultimo il Kaifūsō è un’opera letteraria. \section{Sistema di periodizzazione della giapponese (cronologia autoctona)} Successivamente all’adozione del sistema amministrativo proposto dalla Riforma Taika (Grande Cambiamento) \jp{大化の改新} nel 645 si decide di segmentare i periodi della storia (quindi anche letterari e culturali) attraverso il sistema NENGŌ\jp{年号}:questo sistema è completamente arbitrario secondo il quale un evento importante può dare inizio ad un’era. 645 d.C. = 1 anno Taika à Poiché la riforma Taika porta un grande cambiamento in Giappone segna l’inizio di una nuova era Noi le chiamiamo “ere” ma i periodi possono variare molto, infatti l’era Taika dura soltanto cinque anni. Nel 650 inizia l’era Hakuchi = era del Fagiano bianco à Il motivo per cui si cambia era può essere importante quanto futile, infatti questa era prende il nome dal regalo di un fagiano bianco fatto all’imperatore Nel 1868 viene introdotto un nuovo sistema: ISSEI ICHIGEN \jp{一世一元} (Un regno, un’era) = ogni imperatore inaugura un periodo che durerà quanto il suo regno. Il 1868 è un anno fondamentale perché è l’inizio dell’epoca Meiji che darà un enorme scossone al sistema che si era consolidato (valore dell’imperatore viene più o meno ristabilito dopo la fine dello shogunato) Mutsuhito \rarr Meiji \jp{明治} (Governo illuminato) 1868-1912 Yoshihito \rarr Taishō\jp{大正} (Grande giustizia) 1912-1926 Hirohito \rarr Shōwa\jp{昭和} (Pace splendente) 1926-1989 Akihito \rarr Heisei \jp{平成} (Pace in ogni dove) 1989-2019 Ancora in vita l’imperatore Akihito ha lasciato il trono all’imperatore Naruhito \rarr Reiwa (\jp{令和}) 2019-oggi Il nome dell’era ha inizialmente creato scandalo in Giappone poiché sembrava abbastanza conservatore, ma è stato successivamente giustificato poiché tratto da una poesia di un autore di cui parleremo. Attualmente siamo nell’8°anno Reiwa. Mentre il sistema Nengō\jp{年後} lo si trova solo negli studi storico e letterari anche del periodo antico, il sistema Issei Ichigen \jp{一世一元} è molto usato in Giappone ancora oggi specialmente nel documenti. (2005 = 17°ANNO ERA HEISEI) Come per la storia occidentale per poter meglio studiare gli storici (sia esteri che giapponesi) invece fanno riferimento ad archi temporali contraddistinti in genere da un periodo storico-culturale. Negli studi di letteratura in genere si parte del periodo Nara, e i periodi di cui ci occuperemo noi sono: \begin{itemize} \item Il periodo Nara (710 - 794) \item Il periodo Heian (794 - 1185) \item Il periodo Kamakura (1185 - 1333) \item Il periodo Ashikaga o Muromachi (1333 - 1573) \item Il periodo Azuchi-Momoyama (1573 - 1600) \item Il periodo Tokugawa o Edo (1600 - 1868) \end{itemize} Gli storici dividono la storia del Giappone in grandi blocchi temporali chiamati jidai. Questi prendono solitamente il nome dalla città che fungeva da capitale o dalla famiglia dominante. La capitale resta Heian (quindi Kyoto) fino al 1868 ma ad un certo punto cambia il centro del potere e si stabilisce il periodo in base allo Shogun/Famiglia militare al capo, ed il primo Shogun si stabilisce a Kamakura; oppure il periodo prende il nome della famiglia dello Shogunato come Ashikaga, oppure dal quartiere di Tokyo dove questa era stabilita come Muromachi. \textbf{Digressione storica} - capiamo un attimo cosa stava succedendo in Giappone poco prima del periodo Nara. Quello che noi oggi chiamiamo Giappone era diviso in tanti territori governati ognuno da un diverso clan, a partire dal III sec emerge il clan di Yamato\footnote{Clan di Yamato: il Giappone stesso prende il nome di Yamato / “Yamatologia” studio della lingua, della letteratura e della civiltà giapponese.}: estende il proprio potere e inizia ad unificare una parte di quello ce noi oggi chiamiamo Giappone. Il clan di Yamato si ritrova a dover governare su vari clan con una propria tradizione e orgoglio, il controllo di un territorio così vasto viene portato avanti attraverso un controllo militare ma il clan di Yamato comprende che non può semplicemente soggiogare le persone e decide di dare importanti ruoli all’interno di questo governo anche ai capi dei clan. Coinvolgendo tutti in questo governo unitario riesce a smorzare possibili ribellioni usando anche un sistema amministrativo fortemente gerarchizzato per mantenere forte il governo centrale. Un altro elemento che il clan di Yamato usa per centralizzare il proprio potere, oltre alla diplomazia, è la creazione di una nuova identità culturale ex novo e lo fa attraverso varie strategie: \begin{itemize} \item \underline{Adozione del buddismo VI sec.}: importato dall’esterno per fornire una base ideologica comune per il nuovo Stato, può essere usato uniformemente da tutti laddove invece le religioni autoctone potevano portare a sottolineare le differenze tra i vari territori; acquisito dalla Cina tramite la Corea. \item \underline{Creare un’identità unitaria}: \begin{itemize} \item all’interno, creando una base ideologica comune per il nuovo Stato; \item all’esterno, il clan di Yamato doveva legittimizzare il proprio potere nei confronti di altri territori come Cina e Corea, adottare il buddismo significava anche acquisire dignità agli occhi di questi paesi. \end{itemize} \end{itemize}