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@@ -13,7 +13,7 @@ Successivamente all'adozione del sistema amministrativo proposto dalla Riforma T
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645 d.C. = 1 anno Taika à Poiché la riforma Taika porta un grande cambiamento in Giappone segna l'inizio di una nuova era
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645 d.C. = 1 anno Taika à Poiché la riforma Taika porta un grande cambiamento in Giappone segna l'inizio di una nuova era
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Noi le chiamiamo “ere” ma i periodi possono variare molto, infatti l'era Taika dura soltanto cinque anni.
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Noi le chiamiamo "ere" ma i periodi possono variare molto, infatti l'era Taika dura soltanto cinque anni.
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Nel 650 inizia l'era Hakuchi = era del Fagiano bianco à Il motivo per cui si cambia era può essere importante quanto futile, infatti questa era prende il nome dal regalo di un fagiano bianco fatto all'imperatore
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Nel 650 inizia l'era Hakuchi = era del Fagiano bianco à Il motivo per cui si cambia era può essere importante quanto futile, infatti questa era prende il nome dal regalo di un fagiano bianco fatto all'imperatore
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@@ -45,7 +45,7 @@ Gli storici dividono la storia del Giappone in grandi blocchi temporali chiamati
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\textbf{Digressione storica} - capiamo un attimo cosa stava succedendo in Giappone poco prima del periodo Nara.
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\textbf{Digressione storica} - capiamo un attimo cosa stava succedendo in Giappone poco prima del periodo Nara.
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Quello che noi oggi chiamiamo Giappone era diviso in tanti territori governati ognuno da un diverso clan, a partire dal III sec emerge il clan di Yamato\footnote{Clan di Yamato: il Giappone stesso prende il nome di Yamato / “Yamatologia” studio della lingua, della letteratura e della civiltà giapponese.}: estende il proprio potere e inizia ad unificare una parte di quello ce noi oggi chiamiamo Giappone. Il clan di Yamato si ritrova a dover governare su vari clan con una propria tradizione e orgoglio, il controllo di un territorio così vasto viene portato avanti attraverso un controllo militare ma il clan di Yamato comprende che non può semplicemente soggiogare le persone e decide di dare importanti ruoli all'interno di questo governo anche ai capi dei clan. Coinvolgendo tutti in questo governo unitario riesce a smorzare possibili ribellioni usando anche un sistema amministrativo fortemente gerarchizzato per mantenere forte il governo centrale.
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Quello che noi oggi chiamiamo Giappone era diviso in tanti territori governati ognuno da un diverso clan, a partire dal III sec emerge il clan di Yamato\footnote{Clan di Yamato: il Giappone stesso prende il nome di Yamato / "Yamatologia" studio della lingua, della letteratura e della civiltà giapponese.}: estende il proprio potere e inizia ad unificare una parte di quello ce noi oggi chiamiamo Giappone. Il clan di Yamato si ritrova a dover governare su vari clan con una propria tradizione e orgoglio, il controllo di un territorio così vasto viene portato avanti attraverso un controllo militare ma il clan di Yamato comprende che non può semplicemente soggiogare le persone e decide di dare importanti ruoli all'interno di questo governo anche ai capi dei clan. Coinvolgendo tutti in questo governo unitario riesce a smorzare possibili ribellioni usando anche un sistema amministrativo fortemente gerarchizzato per mantenere forte il governo centrale.
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Un altro elemento che il clan di Yamato usa per centralizzare il proprio potere, oltre alla diplomazia, è la creazione di una nuova identità culturale ex novo e lo fa attraverso varie strategie:
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Un altro elemento che il clan di Yamato usa per centralizzare il proprio potere, oltre alla diplomazia, è la creazione di una nuova identità culturale ex novo e lo fa attraverso varie strategie:
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@@ -59,7 +59,7 @@ Un altro elemento che il clan di Yamato usa per centralizzare il proprio potere,
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\subsection{Shōtoku Taishi - \jp{聖徳太子} (574-622)}
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\subsection{Shōtoku Taishi - \jp{聖徳太子} (574-622)}
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Reggente durante il regno di sua zia l'imperatrice Suiko (593), importante perché fu il principale promotore della cultura cinese e del buddismo in questo periodo. La sua persona si è subito tinta di tratti e sfumature leggendarie: si dice che la madre lo abbia partorito senza doglie… si dice che abbia iniziato a parlare subito… si dice che avesse una tale abilità da riuscire ad ascoltare da 10 persone diverse 10 cause e a dirimerle tutte e 10 contemporaneamente...
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Reggente durante il regno di sua zia l'imperatrice Suiko (593), importante perché fu il principale promotore della cultura cinese e del buddismo in questo periodo. La sua persona si è subito tinta di tratti e sfumature leggendarie: si dice che la madre lo abbia partorito senza doglie\dots si dice che abbia iniziato a parlare subito\dots si dice che avesse una tale abilità da riuscire ad ascoltare da 10 persone diverse 10 cause e a dirimerle tutte e 10 contemporaneamente\dots
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\textbf{Sostenitore della cultura cinese}:
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\textbf{Sostenitore della cultura cinese}:
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@@ -67,10 +67,10 @@ Reggente durante il regno di sua zia l'imperatrice Suiko (593), importante perch
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Yamato inaugura un sistema di controllo e gestione della politica molto gerarchizzato - questi gradi sono contraddistinti, a seconda del grado occupato, da un diverso colore del copricapo;
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Yamato inaugura un sistema di controllo e gestione della politica molto gerarchizzato - questi gradi sono contraddistinti, a seconda del grado occupato, da un diverso colore del copricapo;
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\item Jūshichijō kenpō (La costituzione in diciassette articoli - 604)
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\item Jūshichijō kenpō (La costituzione in diciassette articoli - 604)
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Il termine costituzione non deve trarci in inganno, sono una serie di principi di stampo confuciano che servono a dare una base morale ed etica ai governatori
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Il termine costituzione non deve trarci in inganno, sono una serie di principi di stampo confuciano che servono a dare una base morale ed etica ai governatori
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Es. art. 1 “All'armonia deve essere dato il giusto valore” sono dei principi che servono per legiferare ma segnano una via etica ai governatori
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Es. art. 1 "All'armonia deve essere dato il giusto valore" sono dei principi che servono per legiferare ma segnano una via etica ai governatori
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Un altro motivo per cui è passato alla storia è la sua \textbf{Lettera all'imperatore Yangdi} (607) ritrovata all'interno del Sui Shu (Storia della dinastia dei Sui) dove scrive: “Dal sovrano del Sol Levante\jp{日本}, al sovrano del Paese del Sol Calante” - questa lettera è datata 607, il Giappone non ha ancora una capitale sta cercando di costruire una propria identità culturale però già comincia a confrontarsi con l'estero e soprattutto con un gigante come la Cina in questo modo.
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Un altro motivo per cui è passato alla storia è la sua \textbf{Lettera all'imperatore Yangdi} (607) ritrovata all'interno del Sui Shu (Storia della dinastia dei Sui) dove scrive: "Dal sovrano del Sol Levante\jp{日本}, al sovrano del Paese del Sol Calante" - questa lettera è datata 607, il Giappone non ha ancora una capitale sta cercando di costruire una propria identità culturale però già comincia a confrontarsi con l'estero e soprattutto con un gigante come la Cina in questo modo.
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L'elemento caratteristico di questo primo periodo Nara è l'\textbf{imitazione del modello continentale}, quindi guardare alla Cina per poter articolare e governare uno stato più grande, ma allo stesso tempo avere un orgoglio nazionale.
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L'elemento caratteristico di questo primo periodo Nara è l'\textbf{imitazione del modello continentale}, quindi guardare alla Cina per poter articolare e governare uno stato più grande, ma allo stesso tempo avere un orgoglio nazionale.
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@@ -85,9 +85,9 @@ In questa faticosa costruzione di una identità il clan di Yamato sente la neces
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\subsection{KOJIKI \jp{古事記}}
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\subsection{KOJIKI \jp{古事記}}
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Il Kojiki è l'opera in “““giapponese””” più antica che ci sia arrivata: prima sono state scritte altre opere ma venivano scritte in cinese. Viene ordinata la compilazione del Kojiki \underline{dall'imperatore Tenmu nel 681}, ma non lo vedrà finito perché verrà \underline{presentato a corte nel \textbf{712}}. Ci dà informazioni sulla mitologia, teogonia anche cosmogonia (è il testo fondamentale per lo shintoismo) ma il motivo fondamentale per cui viene ordinato questo scritto è la \bul{legittimazione del potere di Yamato}. Al di là della forza militare dopo tanti anni deve venir data una motivazione per cui il clan di Yamato è quello che “ha il diritto di governare sul paese”: \bul{il clan di Yamato è di discendenza divina, discende dalla dea del sole Amaterasu}. Il Kojiki serve quindi per creare questa sorta di albero genealogico divino, dando una legittimazione di stampo religioso al potere dell'imperatore. L'idea che l'imperatore discenda da una divinità è qualcosa che è stato valido fino alla seconda guerra mondiale1, l'imperatore Hirohito forzato dalle forze di occupazione americana viene costretto a dire alla popolazione giapponese attraverso una comunicazione radio a fare la “Dichiarazione della natura umana dell'Imperatore - Tennō no ningen sengen”\footnote{Su questo argomento c'è un libro che si chiama “L'Agape celeste” di Fosco Maraini; c'è anche un action-movie chiamato “Il Sole” che parla dell'imperatore Hirohito che è costretto a fare questa dichiarazione.} (Gennaio 1946)
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Il Kojiki è l'opera in """giapponese""" più antica che ci sia arrivata: prima sono state scritte altre opere ma venivano scritte in cinese. Viene ordinata la compilazione del Kojiki \underline{dall'imperatore Tenmu nel 681}, ma non lo vedrà finito perché verrà \underline{presentato a corte nel \textbf{712}}. Ci dà informazioni sulla mitologia, teogonia anche cosmogonia (è il testo fondamentale per lo shintoismo) ma il motivo fondamentale per cui viene ordinato questo scritto è la \bul{legittimazione del potere di Yamato}. Al di là della forza militare dopo tanti anni deve venir data una motivazione per cui il clan di Yamato è quello che "ha il diritto di governare sul paese": \bul{il clan di Yamato è di discendenza divina, discende dalla dea del sole Amaterasu}. Il Kojiki serve quindi per creare questa sorta di albero genealogico divino, dando una legittimazione di stampo religioso al potere dell'imperatore. L'idea che l'imperatore discenda da una divinità è qualcosa che è stato valido fino alla seconda guerra mondiale1, l'imperatore Hirohito forzato dalle forze di occupazione americana viene costretto a dire alla popolazione giapponese attraverso una comunicazione radio a fare la "Dichiarazione della natura umana dell'Imperatore - Tennō no ningen sengen"\footnote{Su questo argomento c'è un libro che si chiama "L'Agape celeste" di Fosco Maraini; c'è anche un action-movie chiamato "Il Sole" che parla dell'imperatore Hirohito che è costretto a fare questa dichiarazione.} (Gennaio 1946)
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Trattiamo quest'opera in questo corso perché è la prima opera in cui - per sottolineare questa identità nazionale - chi lo scrive (probabilmente \underline{Ō no Yasumaru}, colui a cui è stato dato il compito di redigere il Kojiki) utilizza i caratteri cinesi in modo fonologico per rendere la lingua vernacolare del tempo, poiché non si aveva una scrittura per rappresentarla. Il Kojiki non è certamente di facile comprensione, l'unica cosa chiara è l'\bul{introduzione in cinese classico}, nella quale l'autore spiega come scrive il resto del testo. Il testo narrativo viene scritto in quello che noi oggi chiamiamo \textbf{hentai kanbun“simil-cinese”} (mentre il kanbun è un semplice testo in cinese accompagnato da un sistema di glosse che permette di riordinare la sintassi cinese per combaciare con quella del giapponese). Per scrivere le poesie presenti nel testo (112 poesie), che dovrebbero esprimere in maniera quanto più diretta la sensibilità culturale giapponese, Ō no Yasumaru decide di usare solo i caratteri cinesi solo per il loro \bul{valore fonetico} (man'yōgana):
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Trattiamo quest'opera in questo corso perché è la prima opera in cui - per sottolineare questa identità nazionale - chi lo scrive (probabilmente \underline{Ō no Yasumaru}, colui a cui è stato dato il compito di redigere il Kojiki) utilizza i caratteri cinesi in modo fonologico per rendere la lingua vernacolare del tempo, poiché non si aveva una scrittura per rappresentarla. Il Kojiki non è certamente di facile comprensione, l'unica cosa chiara è l'\bul{introduzione in cinese classico}, nella quale l'autore spiega come scrive il resto del testo. Il testo narrativo viene scritto in quello che noi oggi chiamiamo \textbf{hentai kanbun"simil-cinese"} (mentre il kanbun è un semplice testo in cinese accompagnato da un sistema di glosse che permette di riordinare la sintassi cinese per combaciare con quella del giapponese). Per scrivere le poesie presenti nel testo (112 poesie), che dovrebbero esprimere in maniera quanto più diretta la sensibilità culturale giapponese, Ō no Yasumaru decide di usare solo i caratteri cinesi solo per il loro \bul{valore fonetico} (man'yōgana):
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\dictum[Ō no Yasumaru]{Come mettere le parole per iscritto resta un dilemma. Se i caratteri li si usa per quello che significano, nel narrare, i vocaboli non toccano le nostre corde più intime, ma se li si asserve tutti alle sonorità della lingua, il testo si fa troppo lungo. Per cui ho scelto talora di mescolare nella stessa frase caratteri usati per quello che significano con caratteri usati per esprimere i suoni, talora di scrivere soltanto con caratteri usati per quello che significano. Le parole difficili le ho chiarite in note ma non ho aggiunto spiegazioni dove il senso è facile da capire.}
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\dictum[Ō no Yasumaru]{Come mettere le parole per iscritto resta un dilemma. Se i caratteri li si usa per quello che significano, nel narrare, i vocaboli non toccano le nostre corde più intime, ma se li si asserve tutti alle sonorità della lingua, il testo si fa troppo lungo. Per cui ho scelto talora di mescolare nella stessa frase caratteri usati per quello che significano con caratteri usati per esprimere i suoni, talora di scrivere soltanto con caratteri usati per quello che significano. Le parole difficili le ho chiarite in note ma non ho aggiunto spiegazioni dove il senso è facile da capire.}
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@@ -95,7 +95,7 @@ Se i kanji li si usa solo per il loro valore semantico il testo non restituisce
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Alcuni studiosi hanno notato una regolarità nell'uso di alcuni ideogrammi fonetici da parte di Ō no Yasumaru, ma comunque non c'era un sistema di scrittura chiaro, per questo motivo col passare degli anni questo \bul{testo diventa sempre più oscuro anche ai giapponesi stessi}.
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Alcuni studiosi hanno notato una regolarità nell'uso di alcuni ideogrammi fonetici da parte di Ō no Yasumaru, ma comunque non c'era un sistema di scrittura chiaro, per questo motivo col passare degli anni questo \bul{testo diventa sempre più oscuro anche ai giapponesi stessi}.
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\textbf{Motoori Norinaga} (1730-1801), uno dei più grandi filologi giapponesi, \underline{in 35 anni di lavoro decide di decifrare il testo completando il \textbf{Kojikiden}} (=Kojiki annotato): quello che ci è giunto non è il testo originario del 712, ma una trascrizione del 1300 di ciò che era stato sentito oralmente, con successiva decifrazione quindi quello che leggiamo oggi è “probabilmente” il contenuto del Kojiki. Oggi leggiamo il Kojikiden = Kojiki annotato.
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\textbf{Motoori Norinaga} (1730-1801), uno dei più grandi filologi giapponesi, \underline{in 35 anni di lavoro decide di decifrare il testo completando il \textbf{Kojikiden}} (=Kojiki annotato): quello che ci è giunto non è il testo originario del 712, ma una trascrizione del 1300 di ciò che era stato sentito oralmente, con successiva decifrazione quindi quello che leggiamo oggi è "probabilmente" il contenuto del Kojiki. Oggi leggiamo il Kojikiden = Kojiki annotato.
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Se pur fallimentare, è il primo tentativo di scrivere in giapponese, per questo ne parliamo in questo corso.
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Se pur fallimentare, è il primo tentativo di scrivere in giapponese, per questo ne parliamo in questo corso.
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I compilatori sono:
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I compilatori sono:
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@@ -122,9 +122,9 @@ Per quanto riguarda il suo contenuto il Kojiki è condiviso in \textbf{3 volumi}
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Il primo libro si apre con questa miriade di divinità che si trovano nell'alto dei cieli che scelgono di mandare due divinità \textbf{Izanaki} e \textbf{Izanami} per creare il Giappone attraverso \bul{una preziosa lancia magica}.
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Il primo libro si apre con questa miriade di divinità che si trovano nell'alto dei cieli che scelgono di mandare due divinità \textbf{Izanaki} e \textbf{Izanami} per creare il Giappone attraverso \bul{una preziosa lancia magica}.
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\dictum{I sommi esseri celesti [...] donarono loro una preziosa lancia magica. I due, roteando verso il basso la preziosa lancia dai flessuosi ponteggi del cielo, cagliarono una salsedine gorgogliante, e quando estrassero la lancia grumi di sale colarono dalla punta uno sull'altro fino a formare l'isola Onogoro.}
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\dictum{I sommi esseri celesti [\dots] donarono loro una preziosa lancia magica. I due, roteando verso il basso la preziosa lancia dai flessuosi ponteggi del cielo, cagliarono una salsedine gorgogliante, e quando estrassero la lancia grumi di sale colarono dalla punta uno sull'altro fino a formare l'isola Onogoro.}
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Gli viene chiesto di popolare questa terra che hanno creato e lo devono fare facendo una \textbf{danza “matrimoniale”} che comprendeva il ruotare intorno ad un pilastro, ma il primo tentativo fallisce (poiché nasce Hiruko una divinità senza ossa mucillaginosa, una sorta di aborto) perché Izanami si era permessa di parlare prima dell'uomo. Il primo a parlare doveva essere Izanaki, rifanno il rito e così nascono moltissime divinità, fino a quando Izanami fa nascere \underline{la divinità del fuoco \textbf{Kagutsuchi}} e muore ustionata andando così nel regno degli inferi. Izanaki soffre moltissimo della perdita della moglie e \underline{decide di andarla a prendere nel regno degli inferi}.
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Gli viene chiesto di popolare questa terra che hanno creato e lo devono fare facendo una \textbf{danza "matrimoniale"} che comprendeva il ruotare intorno ad un pilastro, ma il primo tentativo fallisce (poiché nasce Hiruko una divinità senza ossa mucillaginosa, una sorta di aborto) perché Izanami si era permessa di parlare prima dell'uomo. Il primo a parlare doveva essere Izanaki, rifanno il rito e così nascono moltissime divinità, fino a quando Izanami fa nascere \underline{la divinità del fuoco \textbf{Kagutsuchi}} e muore ustionata andando così nel regno degli inferi. Izanaki soffre moltissimo della perdita della moglie e \underline{decide di andarla a prendere nel regno degli inferi}.
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@@ -137,11 +137,11 @@ Gli viene chiesto di popolare questa terra che hanno creato e lo devono fare fac
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\dictum{Stette dentromolto a lungo. L'attesa si fece snervante. Egli staccò un dente dal magico pettine infilato nella crocchia sinistra della sua capigliatura, vi accese un fuoco, si addentrò per sbirciare e vide gorghi di vermi brulicarle addosso e otto sacre folgori. Izanami ospitava nel capo bagliori, nel petto vampe, nel ventre braci, nel sesso tizzoni, in mano a sinistra scintille e a destra lava, nei piedi a sinistra fulmini a destra balugini.}
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\dictum{Stette dentromolto a lungo. L'attesa si fece snervante. Egli staccò un dente dal magico pettine infilato nella crocchia sinistra della sua capigliatura, vi accese un fuoco, si addentrò per sbirciare e vide gorghi di vermi brulicarle addosso e otto sacre folgori. Izanami ospitava nel capo bagliori, nel petto vampe, nel ventre braci, nel sesso tizzoni, in mano a sinistra scintille e a destra lava, nei piedi a sinistra fulmini a destra balugini.}
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Esattamente come nel nostro mito di Euridice e Orfeo, Izanaki troppo sofferente decide di scendere nel regno degli inferi ed incontra Izanami ma poiché è tutto buio non riesce a vederla. Izanaki le chiede di tornare e Izanami decide quindi di andare a parlare con il re degli inferi, in cambio chiede una sola cosa all'uomo ovvero di non guardarla - ma lui non ce la fa manco a fare questo, accendendo un fuoco con dente del suo pettine sbircia nella stanza in cui Izanami si trovava, troppo impaziente, e vide la scena ripugnante del corpo di sua moglie in decomposizione (lei è morta bruciata, comunque non era la migliore delle scene da vedere).
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Esattamente come nel nostro mito di Euridice e Orfeo, Izanaki troppo sofferente decide di scendere nel regno degli inferi ed incontra Izanami ma poiché è tutto buio non riesce a vederla. Izanaki le chiede di tornare e Izanami decide quindi di andare a parlare con il re degli inferi, in cambio chiede una sola cosa all'uomo ovvero di non guardarla - ma lui non ce la fa manco a fare questo, accendendo un fuoco con dente del suo pettine sbircia nella stanza in cui Izanami si trovava, troppo impaziente, e vide la scena ripugnante del corpo di sua moglie in decomposizione (lei è morta bruciata, comunque non era la migliore delle scene da vedere).
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Izanami si arrabbia e lo rincorre insieme ad una serie di erinni per cercare di catturarlo e ucciderlo, ma Izanaki riesce a disperdere le erinni (sempre con i denti di sto pettine boh overpower) ed a scappare dal regno degli inferi sigillandolo per sempre con un enorme masso. Izanami rinchiusa dall'altro lato allora lo maledice: “ogni giorno moriranno mille persone” e allora Izanaki risponce “ogni giorno nasceranno millecinquecento persone” sancendo la vittoria della vita sulla morte.
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Izanami si arrabbia e lo rincorre insieme ad una serie di erinni per cercare di catturarlo e ucciderlo, ma Izanaki riesce a disperdere le erinni (sempre con i denti di sto pettine boh overpower) ed a scappare dal regno degli inferi sigillandolo per sempre con un enorme masso. Izanami rinchiusa dall'altro lato allora lo maledice: "ogni giorno moriranno mille persone" e allora Izanaki risponce "ogni giorno nasceranno millecinquecento persone" sancendo la vittoria della vita sulla morte.
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In questo mito gli studiosi hanno rivisto la trasformazione in mitologia di un rito che anticamente veniva fatto ovvero il \textbf{mogari}: una pratica che prevedeva la chiusura del tumulo solo quando, dopo giorni di visita, ci si era accertati che il corpo stava iniziando a decomporsi.
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In questo mito gli studiosi hanno rivisto la trasformazione in mitologia di un rito che anticamente veniva fatto ovvero il \textbf{mogari}: una pratica che prevedeva la chiusura del tumulo solo quando, dopo giorni di visita, ci si era accertati che il corpo stava iniziando a decomporsi.
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La morte nello shintō è certamente qualcosa da cui bisogna purificarsi, Izanami quindi inizia a lavarsi e da varie sue azioni nascono delle divinità. Dalla abluzione del suo occhio sinistro nacque la dea \textbf{Amaterasu} “\textbf{grande sovrana e sacra}”, dell'abluzione dell'occhio destro nacque “il maestoso” Tsukiyomi, si lavò il naso e spuntò \textbf{Susanowo} "\textbf{rude e svelto}". Nascono queste tre divinità ad Amaterasu viene donato il regno delle piane celesti (il cielo), a Tsukiyomi la notte e a Susanowo il regno del mare - che spesso nella cultura giapponese viene identificato con l'aldilà. Susanowo non accetta questa distribuzione, non vuole essere rilegato al mare, va a lamentarsi dal padre (dicendo anche che gli manca la mamma, boh non l'ha mai incontrata) e il padre (*o'genio) lo manda nelle piane celesti a parlare con la sorella. Una volta lì, Susanowo impazzito fa una serie di danni, veramente delle scene orripilanti, tra cui scuoia un cavallo e lo lancia nella sala dove le vestali stavano tessendo le sacre vesti e una sua vestale si uccide per l'orrore. Amaterasu si arrabbia e decide di andarsi a rinchiudere in una grotta: se si rinchiude la dea del sole, l'intera piana celeste ma anche la terra non ha più il sole e la terra viene gettata nelle tenebre. Questa grotta menzionata nel mito si chiama \textbf{Ama no Iwato \jp{天の岩戸}}.
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La morte nello shintō è certamente qualcosa da cui bisogna purificarsi, Izanami quindi inizia a lavarsi e da varie sue azioni nascono delle divinità. Dalla abluzione del suo occhio sinistro nacque la dea \textbf{Amaterasu} "\textbf{grande sovrana e sacra}", dell'abluzione dell'occhio destro nacque "il maestoso" Tsukiyomi, si lavò il naso e spuntò \textbf{Susanowo} "\textbf{rude e svelto}". Nascono queste tre divinità ad Amaterasu viene donato il regno delle piane celesti (il cielo), a Tsukiyomi la notte e a Susanowo il regno del mare - che spesso nella cultura giapponese viene identificato con l'aldilà. Susanowo non accetta questa distribuzione, non vuole essere rilegato al mare, va a lamentarsi dal padre (dicendo anche che gli manca la mamma, boh non l'ha mai incontrata) e il padre (*o'genio) lo manda nelle piane celesti a parlare con la sorella. Una volta lì, Susanowo impazzito fa una serie di danni, veramente delle scene orripilanti, tra cui scuoia un cavallo e lo lancia nella sala dove le vestali stavano tessendo le sacre vesti e una sua vestale si uccide per l'orrore. Amaterasu si arrabbia e decide di andarsi a rinchiudere in una grotta: se si rinchiude la dea del sole, l'intera piana celeste ma anche la terra non ha più il sole e la terra viene gettata nelle tenebre. Questa grotta menzionata nel mito si chiama \textbf{Ama no Iwato \jp{天の岩戸}}.
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\subsection{La danza di Ame no Uzume}
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\subsection{La danza di Ame no Uzume}
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\dictum{Sistemò poi presso la porta della rocciosa stanza del cielo un recipiente capovolto, vi batté sopra i piedi con un baccano così assordante da restarne spiritata, fece penzolare fuori le mammelle e abbassò la cintola del vestito fino a mostrare il sesso. Le pianure del sommo cielo sobbalzarono e uno scoppio di risa si levò da tutte le otto centinaia di miriadi di esseri.}
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\dictum{Sistemò poi presso la porta della rocciosa stanza del cielo un recipiente capovolto, vi batté sopra i piedi con un baccano così assordante da restarne spiritata, fece penzolare fuori le mammelle e abbassò la cintola del vestito fino a mostrare il sesso. Le pianure del sommo cielo sobbalzarono e uno scoppio di risa si levò da tutte le otto centinaia di miriadi di esseri.}
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@@ -153,14 +153,14 @@ La privazione della luce, oltre a simboleggiare chiaramente l'eclissi del sole,
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Susanowo viene punito fisicamente, deve fare doni di ammenda e viene \bul{esiliato sulla terra}.
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Susanowo viene punito fisicamente, deve fare doni di ammenda e viene \bul{esiliato sulla terra}.
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\subsection{La metamorfosi di Susanowo: Izumo no orochi}
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\subsection{La metamorfosi di Susanowo: Izumo no orochi}
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Susanowo viene esiliato sulla terra, nel territorio di Izumo dove ha una metamorfosi, da rude e svelto arrivato sulla terra \underline{trasforma la sua energia incontrollata in un qualcosa di positivo} e diventa un eroe. Vediamo la “storia del drago a otto teste” che rapiva le fanciulle di Izumo, Susanowoo si imbatte nel padre di otto fanciulle al quale era rimasta solo una figlia mentre le altre sette erano state uccise dal drago: Susanowo escogita un piano per ingannare il drago.
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Susanowo viene esiliato sulla terra, nel territorio di Izumo dove ha una metamorfosi, da rude e svelto arrivato sulla terra \underline{trasforma la sua energia incontrollata in un qualcosa di positivo} e diventa un eroe. Vediamo la "storia del drago a otto teste" che rapiva le fanciulle di Izumo, Susanowoo si imbatte nel padre di otto fanciulle al quale era rimasta solo una figlia mentre le altre sette erano state uccise dal drago: Susanowo escogita un piano per ingannare il drago.
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\dictum{Ha occhi di fuoco, e otto teste e otto code su un solo corpo. Addosso gli crescono piante rampicanti, e persino cedri o cipressi. La sua lunghezza si misura in valli, e in valli si misurano anche le sue otto code. Il ventre poi, ma ci vuole un bel coraggio a guardarlo, gronda sempre sangue.}
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\dictum{Ha occhi di fuoco, e otto teste e otto code su un solo corpo. Addosso gli crescono piante rampicanti, e persino cedri o cipressi. La sua lunghezza si misura in valli, e in valli si misurano anche le sue otto code. Il ventre poi, ma ci vuole un bel coraggio a guardarlo, gronda sempre sangue.}
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Il numero otto non è un numero specifico, serve solo per indicare che ha \underline{molte teste (e code)}.
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Il numero otto non è un numero specifico, serve solo per indicare che ha \underline{molte teste (e code)}.
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\dictum{Il drago dalle otto zampe giunse come previsto. Tanto ne bevve che si addormentò cadendo al suolo stordito. Il maestoso e svelto Susanowo allora sguainò la spada di una decina di spanne che portava ai fianchi e macellò la bestia fino a trasformare il fiume Hi in un torrente di sangue}
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\dictum{Il drago dalle otto zampe giunse come previsto. Tanto ne bevve che si addormentò cadendo al suolo stordito. Il maestoso e svelto Susanowo allora sguainò la spada di una decina di spanne che portava ai fianchi e macellò la bestia fino a trasformare il fiume Hi in un torrente di sangue}
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La soluzione di Susanowo è far ubriacare il drago dandogli otto ciotole di sake, una per ogni testa: dopo essersi addormentato Susanowo lo uccise. Si dice che dalla pancia del drago, dove c'era di tutto, trovò anche una \textbf{spada (Kusanagi no tsurugi)} che dona ad Amaterasu. Non a caso i \underline{tre simboli reali} sono lo \underline{specchio}, la \underline{spada} e i \underline{magatama} (tre oggetti che Amaterasu regalerà poi al nipote Ninigi, imperatore mitologico).
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La soluzione di Susanowo è far ubriacare il drago dandogli otto ciotole di sake, una per ogni testa: dopo essersi addormentato Susanowo lo uccise. Si dice che dalla pancia del drago, dove c'era di tutto, trovò anche una \textbf{spada (Kusanagi no tsurugi)} che dona ad Amaterasu. Non a caso i \underline{tre simboli reali} sono lo \underline{specchio}, la \underline{spada} e i \underline{magatama} (tre oggetti che Amaterasu regalerà poi al nipote Ninigi, imperatore mitologico).
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Susanowo si stabilisce ad Izumo, prende in sposa la figlia dell'uomo che aveva aiutato e compone quella che passa alla storia come la “prima poesia giapponese” che viene scritta nel Kojiki usando i caratteri cinesi solo per il loro valore fonetico.
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Susanowo si stabilisce ad Izumo, prende in sposa la figlia dell'uomo che aveva aiutato e compone quella che passa alla storia come la "prima poesia giapponese" che viene scritta nel Kojiki usando i caratteri cinesi solo per il loro valore fonetico.
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Paolo Villani nella traduzione rende con “molte” e non otto. È un po' strano che la prima poesia giapponese abbia la \underline{metrica} perfetta di quella che sarà la poesia classica giapponese (5 versi 5-7-5-7-7 numero prestabilito di sillabe per verso Waka e si dice che questo metro sia divino proprio perché i primo ad utilizzarlo è stato una divinità), in questo periodo ovviamente non c'è ancora un metro esatto per la poesia giapponese siamo solo nel 712. Molti studiosi pensano ovviamente che la poesia sia stata ritoccata in seguito per dare dignità e anche discendenza divina alla metrica della poesia giapponese.
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Paolo Villani nella traduzione rende con "molte" e non otto. È un po' strano che la prima poesia giapponese abbia la \underline{metrica} perfetta di quella che sarà la poesia classica giapponese (5 versi 5-7-5-7-7 numero prestabilito di sillabe per verso Waka e si dice che questo metro sia divino proprio perché i primo ad utilizzarlo è stato una divinità), in questo periodo ovviamente non c'è ancora un metro esatto per la poesia giapponese siamo solo nel 712. Molti studiosi pensano ovviamente che la poesia sia stata ritoccata in seguito per dare dignità e anche discendenza divina alla metrica della poesia giapponese.
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\subsection[Ohokuninushi e la lepre di Inaba]{Ohokuninushi e la lepre di Inaba\footnote{All'interno del Kiyomizudera di Kyōto, nel Jishu Jinja vi è la statua di Ohokuninushi e la lepre di Inaba.}}
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\subsection[Ohokuninushi e la lepre di Inaba]{Ohokuninushi e la lepre di Inaba\footnote{All'interno del Kiyomizudera di Kyōto, nel Jishu Jinja vi è la statua di Ohokuninushi e la lepre di Inaba.}}
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Sempre nel primo libro la narrazione si sposta da Susanowo su \textbf{Ohokuninushi} dal suo nome capiamo che è “\textbf{padrone della terra}”, ha dei fratelli che lo trattano malissimo è un povero cristo sfigato. I suoi fratelli ad un certo punto si innamorano della \underline{principessa Yakami di \textbf{Inaba}}, decidono quindi di andare tutti insieme in viaggio verso Inaba per conquistare questa fanciulla e tra le varie vessazioni fatte al fratello decidono che lui debba portare tutti i bagagli. (Da questo incontro nasce questa storiella)
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Sempre nel primo libro la narrazione si sposta da Susanowo su \textbf{Ohokuninushi} dal suo nome capiamo che è "\textbf{padrone della terra}", ha dei fratelli che lo trattano malissimo è un povero cristo sfigato. I suoi fratelli ad un certo punto si innamorano della \underline{principessa Yakami di \textbf{Inaba}}, decidono quindi di andare tutti insieme in viaggio verso Inaba per conquistare questa fanciulla e tra le varie vessazioni fatte al fratello decidono che lui debba portare tutti i bagagli. (Da questo incontro nasce questa storiella)
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Durante il loro viaggio incontrano una \textbf{lepre} che si trovava sull'isola di Oki e voleva arrivare sulla terra ferma, ma non sapendo nuotare mette alla prova i coccodrilli che si trovavano nell'acqua “secondo me se vi conto la mia famiglia è più numerosa della vostra…”, questi cacciando le loro teste e inconsciamente formano un ponte su cui la lepre salta e proprio sull'ultima testa non riesce a starsi zitta e si vanta di essersi presa gioco dei coccodrilli. L'ultimo coccodrillo arrabbiato la scuoia viva, per cui Ohokuninushi e i suoi fratelli si imbattono in questa lepre scuoiata che sofferente chiede aiuto, i fratelli allora le dicono di lavarsi nell'acqua di mare ma col sale soffre ancora di più (*stronzi), finalmente arriva Ohokuninushi un po' più lento a causa dei bagagli e gli dice di lavarsi prima nell'acqua dolce e poi rotolarsi su un tappeto di polline. La lepre segue il consiglio e il suo pelo ritorna morbido e splendente, per sdebitarsi nei suoi confronti gli dice che la principessa di Inaba sarà sua: infatti una volta lì la principessa Yakami rifiuta i fratelli e accetta solo Ohokuninushi, ovviamente i fratelli non la prendono bene e lo uccidono più volte. La mamma di Ohokuninushi lo resuscita e gli dice di \textbf{scappare}.
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Durante il loro viaggio incontrano una \textbf{lepre} che si trovava sull'isola di Oki e voleva arrivare sulla terra ferma, ma non sapendo nuotare mette alla prova i coccodrilli che si trovavano nell'acqua "secondo me se vi conto la mia famiglia è più numerosa della vostra\dots", questi cacciando le loro teste e inconsciamente formano un ponte su cui la lepre salta e proprio sull'ultima testa non riesce a starsi zitta e si vanta di essersi presa gioco dei coccodrilli. L'ultimo coccodrillo arrabbiato la scuoia viva, per cui Ohokuninushi e i suoi fratelli si imbattono in questa lepre scuoiata che sofferente chiede aiuto, i fratelli allora le dicono di lavarsi nell'acqua di mare ma col sale soffre ancora di più (*stronzi), finalmente arriva Ohokuninushi un po' più lento a causa dei bagagli e gli dice di lavarsi prima nell'acqua dolce e poi rotolarsi su un tappeto di polline. La lepre segue il consiglio e il suo pelo ritorna morbido e splendente, per sdebitarsi nei suoi confronti gli dice che la principessa di Inaba sarà sua: infatti una volta lì la principessa Yakami rifiuta i fratelli e accetta solo Ohokuninushi, ovviamente i fratelli non la prendono bene e lo uccidono più volte. La mamma di Ohokuninushi lo resuscita e gli dice di \textbf{scappare}.
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Nel suo peregrinare Ohokuninushi finisce a casa di Susanowo e mette gli occhi su sua figlia: Susanowo allora lo incatena, fa di tutto per impedire questo amore ma la figlia si innamora follemente di lui per cui lo aiuta sempre. Ohokuninushi scappa con la figlia, addirittura lega i capelli di Susanowo ad un palo mentre dorme così che non possa scappare, oltre a rubargli la figlia gli ruba la sacra spada, arco e frecce; Susanowo allora consiglia a Ohokuninushi di uccidere almeno i suoi fratelli, così fa massacra i suoi fratelli e fonda il suo regno ma si scoccia di regnare e cede il suo regno a \textbf{Ninigi no Mikoto}, nipote di Amaterasu, a cui vengono dati i simboli del potere imperiale giapponese (spada, specchio e magatama) e diventa il “primo imperatore” leggendario del Giappone.
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Nel suo peregrinare Ohokuninushi finisce a casa di Susanowo e mette gli occhi su sua figlia: Susanowo allora lo incatena, fa di tutto per impedire questo amore ma la figlia si innamora follemente di lui per cui lo aiuta sempre. Ohokuninushi scappa con la figlia, addirittura lega i capelli di Susanowo ad un palo mentre dorme così che non possa scappare, oltre a rubargli la figlia gli ruba la sacra spada, arco e frecce; Susanowo allora consiglia a Ohokuninushi di uccidere almeno i suoi fratelli, così fa massacra i suoi fratelli e fonda il suo regno ma si scoccia di regnare e cede il suo regno a \textbf{Ninigi no Mikoto}, nipote di Amaterasu, a cui vengono dati i simboli del potere imperiale giapponese (spada, specchio e magatama) e diventa il "primo imperatore" leggendario del Giappone.
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Ninigi no Mikoto rifiuta un matrimonio combinato, il padre di questa figlia rifiutata lo maledice “da oggi in poi la tua stirpe non sarà più immortale…” per giustificare la non immortalità di un imperatore di origine divina.
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Ninigi no Mikoto rifiuta un matrimonio combinato, il padre di questa figlia rifiutata lo maledice "da oggi in poi la tua stirpe non sarà più immortale\dots" per giustificare la non immortalità di un imperatore di origine divina.
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\item \bul{Libro II}: narrazione dedicata al \textbf{regno degli uomini}, va da Jinmu (pronipote di Ninigi) visuto 137 anni, fino a Suijin ce sarebbe il primo imperatore “storico” del Giappone tra il III-IV sec. ma non si è totalmente sicuri.
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\item \bul{Libro II}: narrazione dedicata al \textbf{regno degli uomini}, va da Jinmu (pronipote di Ninigi) visuto 137 anni, fino a Suijin ce sarebbe il primo imperatore "storico" del Giappone tra il III-IV sec. ma non si è totalmente sicuri.
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\section{Yamato Takeru}
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\section{Yamato Takeru}
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Non ci sono molte storie interessanti in questo libro tranne quella di Yamato Takeru: figlio del governatore di Yamato, uccide il fratello perché scoprì che tramava contro il padre, il padre invece di ringraziare il figlio decide di affidargli missioni sempre più difficili.
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Non ci sono molte storie interessanti in questo libro tranne quella di Yamato Takeru: figlio del governatore di Yamato, uccide il fratello perché scoprì che tramava contro il padre, il padre invece di ringraziare il figlio decide di affidargli missioni sempre più difficili.
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\item \underline{Sconfiggere i ribelli di Kumaso} (attuale Kyushu): ci riesce nascondendosi tra le fila dei nemici travestendosi da donna, uccidendoli tutti. \item \underline{Izumo Takeru}: Yamato viene mandato nel territorio di Izumo per sottometterlo e sconfiggere Izumo Takeru e ci riesce scambiando la sua spada con un ramoscello, questo non solo perde ma Yamato Takeru lo deride attraverso una poesia…
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\item \underline{Sconfiggere i ribelli di Kumaso} (attuale Kyushu): ci riesce nascondendosi tra le fila dei nemici travestendosi da donna, uccidendoli tutti. \item \underline{Izumo Takeru}: Yamato viene mandato nel territorio di Izumo per sottometterlo e sconfiggere Izumo Takeru e ci riesce scambiando la sua spada con un ramoscello, questo non solo perde ma Yamato Takeru lo deride attraverso una poesia\dots
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\dictum{Sarà perché Izumo è rigogliosa
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\dictum{Sarà perché Izumo è rigogliosa
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Che il rude Izumo ha una spada
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Che il rude Izumo ha una spada
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Tutta adorna di rametti e a cui manca
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Tutta adorna di rametti e a cui manca
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Solo la lama. Poverino.
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Solo la lama. Poverino.
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\item{Sottomettere gli Emishi}: popolo delle province orientali, Yamato Takeru ormai non ce la fa più perché le missioni sono sempre più difficili e in questa missione nonostante l'aiuto di una zia resta ferito.
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\item \underline{Sottomettere gli Emishi}: popolo delle province orientali, Yamato Takeru ormai non ce la fa più perché le missioni sono sempre più difficili e in questa missione nonostante l'aiuto di una zia resta ferito.
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\item{Uccidere un cinghiale bianco della montagna}: questo cinghiale si rivela essere la divinità della montagna e Yamato Takeru muore trasformandosi in un uccello bianco che vola via.
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\item \underline{Uccidere un cinghiale bianco della montagna}: questo cinghiale si rivela essere la divinità della montagna e Yamato Takeru muore trasformandosi in un uccello bianco che vola via.
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Questo personaggio ci interessa perché diventa nel tempo una modello su cui vengono plasmate figure storicamente esistite che vengono ricostruite culturalmente. Yamato Takeru è il modello del \bul{soldato-poeta}: in Giappone in genere si è bravi o nella spada o nelle lettere, avere in unica persona queste due abilità è un caso molto fortunato significa possedere \textbf{bunbu \jp{文武}} “bravo nelle lettere e bravo nelle arti marziali”. Si dice che prima di morire abbia recitato molte poesie, che effettivamente vengono riportate nel Kojiki, mettendo appunto in evidenza la sua bravura come poeta.
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Questo personaggio ci interessa perché diventa nel tempo una modello su cui vengono plasmate figure storicamente esistite che vengono ricostruite culturalmente. Yamato Takeru è il modello del \bul{soldato-poeta}: in Giappone in genere si è bravi o nella spada o nelle lettere, avere in unica persona queste due abilità è un caso molto fortunato significa possedere \textbf{bunbu \jp{文武}} "bravo nelle lettere e bravo nelle arti marziali". Si dice che prima di morire abbia recitato molte poesie, che effettivamente vengono riportate nel Kojiki, mettendo appunto in evidenza la sua bravura come poeta.
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Yamato Takeru getta le basi di quello che sarà il modello dell'\bul{eroe giapponese}\footnote{vedi La nobiltà della sconfitta di Ivan Morris, un saggio molto bello dove elenca tutta una serie di eroi giapponesi e quello che apre il discorso è proprio Yamato Takeru.} nei secoli: l'eroe nell'immaginario giapponese è completamente diverso dal nostro concetto di eroe perché è bello nel momento della fine, quando mostra la sua debolezza, non quando vince, \bul{è bello proprio in quanto debole e mortale}. La cultura giapponese spesso simpatizza più con il perdente che con il vincitore, quindi il modello per eccellenza è quello dell'eroe sconfitto.
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Yamato Takeru getta le basi di quello che sarà il modello dell'\bul{eroe giapponese}\footnote{vedi La nobiltà della sconfitta di Ivan Morris, un saggio molto bello dove elenca tutta una serie di eroi giapponesi e quello che apre il discorso è proprio Yamato Takeru.} nei secoli: l'eroe nell'immaginario giapponese è completamente diverso dal nostro concetto di eroe perché è bello nel momento della fine, quando mostra la sua debolezza, non quando vince, \bul{è bello proprio in quanto debole e mortale}. La cultura giapponese spesso simpatizza più con il perdente che con il vincitore, quindi il modello per eccellenza è quello dell'eroe sconfitto.
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\begin{ricorda}
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\begin{ricorda}
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@@ -222,7 +222,6 @@ Esempio di \underline{imperatore illuminato} che decide di togliere le tasse poi
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Altre storie interessanti di questo libro:
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Altre storie interessanti di questo libro:
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\item \textbf{Koru e Koru}: due fratelli (veri) che si innamorano perdutamente l'uno dell'altro (in Giappone ok tra fratellastri no ok tra fratelli veri) che finiscono per fare doppio suicidio poiché il loro amore è impossibile. (primo esempio di doppio suicidio di amore, non il classico che studierai poi più avanti nel corso)
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\item \textbf{Koru e Koru}: due fratelli (veri) che si innamorano perdutamente l'uno dell'altro (in Giappone ok tra fratellastri no ok tra fratelli veri) che finiscono per fare doppio suicidio poiché il loro amore è impossibile. (primo esempio di doppio suicidio di amore, non il classico che studierai poi più avanti nel corso)
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\item \textbf{Ankō e Yūryaku}: il primo è uno dei fratelli Koru, erede al trono, giace con sua moglie aveva un figlio da un altro matrimonio, mentre è nelle coltri con lei gli confessa di essere stato lui ad aver ucciso il suo primo marito. Questa confessione viene sentita dal figlio del primo marito che è Yūryaku che uccide Ankō. Questa storia serve a modellare l'immagine dell'imperatore Yūryaku che passa alla storia per essere stato un imperatore impetuoso.
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\item \textbf{Ankō e Yūryaku}: il primo è uno dei fratelli Koru, erede al trono, giace con sua moglie aveva un figlio da un altro matrimonio, mentre è nelle coltri con lei gli confessa di essere stato lui ad aver ucciso il suo primo marito. Questa confessione viene sentita dal figlio del primo marito che è Yūryaku che uccide Ankō. Questa storia serve a modellare l'immagine dell'imperatore Yūryaku che passa alla storia per essere stato un imperatore impetuoso.
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@@ -233,9 +232,9 @@ Mettendoli a confronto vediamo:
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Nihonshoki & Kojiki \\
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Nihonshoki & Kojiki \\
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Cinese classico & Cinese x “similcinese” x giapponese \\
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Cinese classico & Cinese x "similcinese" x giapponese \\
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Fino a 12 versioni per le leggende & Unica versione per le leggende \\
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Fino a 12 versioni per le leggende & Unica versione per le leggende \\
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Anche fonti estere & Solo fonti indigene \\
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Anche fonti estere & Solo fonti indigene \\
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Date precise, il testo è più storico & Poche date precise, testo più mitologico \\
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Date precise, il testo è più storico & Poche date precise, testo più mitologico \\
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Entrambe le opere hanno l'obiettivo di \textbf{legittimare l'egemonia del clan di Yamato}, ciò che cambia è il target dei lettori. Ō no Yasumaru si pose il problema che se avesse scritto in cinese il lettore indigeno non si sarebbe sentito riconosciuto, mentre per il Nihonshoki scrivere in cinese (lingua vernacolare dell'epoca) significava presentarsi con una dignità culturale anche di fronte ad un destinatario internazionale (Cina, Corea…)
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Entrambe le opere hanno l'obiettivo di \textbf{legittimare l'egemonia del clan di Yamato}, ciò che cambia è il target dei lettori. Ō no Yasumaru si pose il problema che se avesse scritto in cinese il lettore indigeno non si sarebbe sentito riconosciuto, mentre per il Nihonshoki scrivere in cinese (lingua vernacolare dell'epoca) significava presentarsi con una dignità culturale anche di fronte ad un destinatario internazionale (Cina, Corea\dots)
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\subsection{FUDOKI \jp{風土記}}
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\subsection{FUDOKI \jp{風土記}}
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Sono un genere, le così dette “\bul{gazzette ufficiali}” non hanno valore letterario ma sono comunque una produzione importante dell'epoca Nara. Scritte in cinese e legate ai vari territori, ci danno le informazioni più disparate: geografiche, toponimiche, ma anche più culturali come leggende credenze e culti che vengono praticati in queste determinate zone. Sono importanti perché servono al governo centrale per comprendere che tipo di territori hanno assimilato così da riuscire ad integrarli meglio (= sforzo iniziale per creare un'identità più ampia fattibile solo conoscendo le differenze tra territori).
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Sono un genere, le così dette "\bul{gazzette ufficiali}" non hanno valore letterario ma sono comunque una produzione importante dell'epoca Nara. Scritte in cinese e legate ai vari territori, ci danno le informazioni più disparate: geografiche, toponimiche, ma anche più culturali come leggende credenze e culti che vengono praticati in queste determinate zone. Sono importanti perché servono al governo centrale per comprendere che tipo di territori hanno assimilato così da riuscire ad integrarli meglio (= sforzo iniziale per creare un'identità più ampia fattibile solo conoscendo le differenze tra territori).
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Essendo documenti molto antichi non ce ne sono giunti molti, alcuni sono solo frammenti, i più completi sono lo Izumo Fudoki, lo Hitachi Fudoki\heart\footnote{Tradotto da Manieri-sensei.}.
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Essendo documenti molto antichi non ce ne sono giunti molti, alcuni sono solo frammenti, i più completi sono lo Izumo Fudoki, lo Hitachi Fudoki\heart\footnote{Tradotto da Manieri-sensei.}.
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Queste opere riportano tante leggende, temi e pattern che ritroveremo molto nella letteratura classica giapponese, tra cui due famose leggende che troviamo nell'Izumo Fudoki che sono:
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Queste opere riportano tante leggende, temi e pattern che ritroveremo molto nella letteratura classica giapponese, tra cui due famose leggende che troviamo nell'Izumo Fudoki che sono:
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@@ -254,7 +253,7 @@ Queste opere riportano tante leggende, temi e pattern che ritroveremo molto nell
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\item Il boschetto di pini di Unai: due ragazzi di bell'aspetto si innamorano e decidono di appartarsi in questo boschetto di pini ad Unai, passano la notte insieme ma si fanno sorprendere dalla luce del giorno e per paura che il loro amore potesse creare scandalo decidono di uccidersi e leggenda vuole che si siano trasformati in due pini.
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\item Il boschetto di pini di Unai: due ragazzi di bell'aspetto si innamorano e decidono di appartarsi in questo boschetto di pini ad Unai, passano la notte insieme ma si fanno sorprendere dalla luce del giorno e per paura che il loro amore potesse creare scandalo decidono di uccidersi e leggenda vuole che si siano trasformati in due pini.
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Gli amanti della letteratura classica giapponese pur non avendo problemi evidenti, lo stesso rapporto è qualcosa di intimo e privato che non deve mai entrare a contatto con la sfera pubblica “il giorno è il nemico degli amanti” (= se gli amanti vengono colti nel loro amore, questo è motivo di scandalo).
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Gli amanti della letteratura classica giapponese pur non avendo problemi evidenti, lo stesso rapporto è qualcosa di intimo e privato che non deve mai entrare a contatto con la sfera pubblica "il giorno è il nemico degli amanti" (= se gli amanti vengono colti nel loro amore, questo è motivo di scandalo).
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\begin{itemize}
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\item Urashima Tarō: leggenda molto famosa, ancora oggi raccontata come favoletta ai bambini.
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\item Urashima Tarō: leggenda molto famosa, ancora oggi raccontata come favoletta ai bambini.
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Un pescatore un giorno mentre è in barca salva una tartaruga, ad un certo punto si addormenta e vede che la tartaruga si è trasformata in una fanciulla bellissima che lo invita a seguirla nel suo regno nelle profondità del mare, lui ovviamente la segue, e passa il suo tempo in questo ambiente bellissimo; dopo 3 anni insiste di tornare a casa e lei glielo concede a patto che non apra uno scrigno che la fanciulla gli regala. Tornato sulla terra niente è più come prima, non trova più la sua famiglia, sentendosi spaesato allora apre lo scrigno e scopre che non sono passati 3 anni ma 300 anni e di colpo invecchia e muore all'istante.
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Un pescatore un giorno mentre è in barca salva una tartaruga, ad un certo punto si addormenta e vede che la tartaruga si è trasformata in una fanciulla bellissima che lo invita a seguirla nel suo regno nelle profondità del mare, lui ovviamente la segue, e passa il suo tempo in questo ambiente bellissimo; dopo 3 anni insiste di tornare a casa e lei glielo concede a patto che non apra uno scrigno che la fanciulla gli regala. Tornato sulla terra niente è più come prima, non trova più la sua famiglia, sentendosi spaesato allora apre lo scrigno e scopre che non sono passati 3 anni ma 300 anni e di colpo invecchia e muore all'istante.
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