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Domipoke ea2b9f0787 libro II
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@@ -103,10 +103,11 @@ I compilatori sono:
\item \textbf{Hieda no Are}, personaggio di cui si sa molto poco, neanche se fosse un maschio o una femmina, ma probabilmente ha aiutato nella compilazione Ō no Yasumaru perché si dice che avesse una memoria incredibile e quindi conoscesse le storie che vengono presentate nel Kojiki.
\end{itemize}
\ricorda{
\begin{ricorda}
681 Imperatore Tenmu ordina la compilazione del Kojiki ma non lo vedrà mai
712 sotto limperatrice Genmei viene presentato il Kojiki
}
\end{ricorda}
Oltre alla memoria di Hieda no Are, Ō no Yasumaru si è anche abbeverato da altre varie fonti:
\begin{itemize}
\item Cronache imperiali (teiki)
@@ -130,3 +131,74 @@ Gli viene chiesto di popolare questa terra che hanno creato e lo devono fare fac
\caption{N.B. La sporgenza e la rientranza (= principio maschile e principio femminile), quindi queste due divinità maschio e femmina rappresentavano la coppia perfetta e le basi per la vita: ancora oggi vengono rappresentate da due scogli chiamati \textbf{Meoto Iwa} \jp{夫婦岩} che si trovano vicino al santuario di Ise (santuario shintō dedicato alla dea Amaterasu). Questi scogli vengono uniti per sugellare lunione tra maschio e femmina (ovviamente chi è la femmina se non la roccia più piccola) da un enorme cordone che si chiama shimenawa, che nella cultura shintō serve a delimitare le aree sacre. }
\label{fig:ise_jingu_shrine}
\end{figure}
% TODO Questo era un paragrafo del primo libro credo, da controllare se si comprende
\subsubsection{La discesa agli inferi}
\dictum{Stette dentromolto a lungo. L'attesa si fece snervante. Egli staccò un dente dal magico pettine infilato nella crocchia sinistra della sua capigliatura, vi accese un fuoco, si addentrò per sbirciare e vide gorghi di vermi brulicarle addosso e otto sacre folgori. Izanami ospitava nel capo bagliori, nel petto vampe, nel ventre braci, nel sesso tizzoni, in mano a sinistra scintille e a destra lava, nei piedi a sinistra fulmini a destra balugini.}
Esattamente come nel nostro mito di Euridice e Orfeo, Izanaki troppo sofferente decide di scendere nel regno degli inferi ed incontra Izanami ma poiché è tutto buio non riesce a vederla. Izanaki le chiede di tornare e Izanami decide quindi di andare a parlare con il re degli inferi, in cambio chiede una sola cosa alluomo ovvero di non guardarla - ma lui non ce la fa manco a fare questo, accendendo un fuoco con dente del suo pettine sbircia nella stanza in cui Izanami si trovava, troppo impaziente, e vide la scena ripugnante del corpo di sua moglie in decomposizione (lei è morta bruciata, comunque non era la migliore delle scene da vedere).
Izanami si arrabbia e lo rincorre insieme ad una serie di erinni per cercare di catturarlo e ucciderlo, ma Izanaki riesce a disperdere le erinni (sempre con i denti di sto pettine boh overpower) ed a scappare dal regno degli inferi sigillandolo per sempre con un enorme masso. Izanami rinchiusa dallaltro lato allora lo maledice: “ogni giorno moriranno mille persone” e allora Izanaki risponce “ogni giorno nasceranno millecinquecento persone” sancendo la vittoria della vita sulla morte.
In questo mito gli studiosi hanno rivisto la trasformazione in mitologia di un rito che anticamente veniva fatto ovvero il \textbf{mogari}: una pratica che prevedeva la chiusura del tumulo solo quando, dopo giorni di visita, ci si era accertati che il corpo stava iniziando a decomporsi.
La morte nello shintō è certamente qualcosa da cui bisogna purificarsi, Izanami quindi inizia a lavarsi e da varie sue azioni nascono delle divinità. Dalla abluzione del suo occhio sinistro nacque la dea \textbf{Amaterasu}\textbf{grande sovrana e sacra}”, dell'abluzione dellocchio destro nacque “il maestoso” Tsukiyomi, si lavò il naso e spuntò \textbf{Susanowo} "\textbf{rude e svelto}". Nascono queste tre divinità ad Amaterasu viene donato il regno delle piane celesti (il cielo), a Tsukiyomi la notte e a Susanowo il regno del mare - che spesso nella cultura giapponese viene identificato con laldilà. Susanowo non accetta questa distribuzione, non vuole essere rilegato al mare, va a lamentarsi dal padre (dicendo anche che gli manca la mamma, boh non lha mai incontrata) e il padre (*ogenio) lo manda nelle piane celesti a parlare con la sorella. Una volta lì, Susanowo impazzito fa una serie di danni, veramente delle scene orripilanti, tra cui scuoia un cavallo e lo lancia nella sala dove le vestali stavano tessendo le sacre vesti e una sua vestale si uccide per lorrore. Amaterasu si arrabbia e decide di andarsi a rinchiudere in una grotta: se si rinchiude la dea del sole, lintera piana celeste ma anche la terra non ha più il sole e la terra viene gettata nelle tenebre. Questa grotta menzionata nel mito si chiama \textbf{Ama no Iwato \jp{天の岩戸}}.
\subsection{La danza di Ame no Uzume}
\dictum{Sistemò poi presso la porta della rocciosa stanza del cielo un recipiente capovolto, vi batté sopra i piedi con un baccano così assordante da restarne spiritata, fece penzolare fuori le mammelle e abbassò la cintola del vestito fino a mostrare il sesso. Le pianure del sommo cielo sobbalzarono e uno scoppio di risa si levò da tutte le otto centinaia di miriadi di esseri.}
Le altre divinità si consultano tra loro per trovare una soluzione escogitando un piano per tirare fuori con linganno Amaterasu e decidono di mettere su uno spettacolo (questo è un elemento fondante del teatro, ma anche della danza sacra): \textbf{Ame no Uzume} insieme ad altre divinità mise fuori dalla porta dalla grotta un \bul{secchio capovolto} su cui \underline{balla una danza sciamanica amplificando il suono prodotto dai piedi} e decide di denudarsi, tutte le divinità presenti allora scoppiarono a ridere. Amaterasu all'interno della grotta sentendo il baccano e lilarità chiede dallinterno della grotta cosa stesse succedendo e le viene detto che lavevano sostituita; arrabbiata apre un pochino la porta della grotta per sbirciare e un \bul{grande specchio} era stato messo di proposito fuori dalla grotta così da riflettere la sua luce. Lei allora pensando che realmente qualcuno laveva sostituita spalanca la porta ed in questo momento le altre divinità colgono lopportunità e tirano fuori Amaterasu con linganno.
\subsection{La rinascita simbolica di Amaterasu (chinkonsai \jp{鎮魂祭})}
\dictum{Quando Amaterasu grande sovrana e sacra uscì, le pianure del sommo cielo e le terre immerse nelle pianure di giunco riebbero luce. Le otto centinaia di miriadi di esseri concordarono nel farsi consegnare dal maestoso e svelto Susanowo migliaia di doni di ammenda, lo privarono di barba e di unghie, gli imposero di purificarsi e gli sanzionarono lesilio.}
La privazione della luce, oltre a simboleggiare chiaramente leclissi del sole, è un simbolismo che si trova dietro il rito shintō dello \textbf{\textit{chinkonsai}} \bul{un rito che viene fatto per calmare gli spiriti}, talvolta come rito esorcistico, ma viene fatto anche in maniera \underline{rituale per limperatore}, che essendo un diretto discendente della dea Amaterasu, cera la credenza che dinverno quando ci sono meno ore di luce si rischiasse che il suo spirito potesse indebolirsi, per cui \underline{veniva fatto questo rito per rivitalizzare il suo spirito}.
Susanowo viene punito fisicamente, deve fare doni di ammenda e viene \buf{esiliato sulla terra}.
\subsection{La metamorfosi di Susanowo: Izumo no orochi}
Susanowo viene esiliato sulla terra, nel territorio di Izumo dove ha una metamorfosi, da rude e svelto arrivato sulla terra \underline{trasforma la sua energia incontrollata in un qualcosa di positivo} e diventa un eroe. Vediamo la “storia del drago a otto teste” che rapiva le fanciulle di Izumo, Susanowoo si imbatte nel padre di otto fanciulle al quale era rimasta solo una figlia mentre le altre sette erano state uccise dal drago: Susanowo escogita un piano per ingannare il drago.
\dictum{Ha occhi di fuoco, e otto teste e otto code su un solo corpo. Addosso gli crescono piante rampicanti, e persino cedri o cipressi. La sua lunghezza si misura in valli, e in valli si misurano anche le sue otto code. Il ventre poi, ma ci vuole un bel coraggio a guardarlo, gronda sempre sangue.}
Il numero otto non è un numero specifico, serve solo per indicare che ha \underline{molte teste (e code)}.
\dictum{Il drago dalle otto zampe giunse come previsto. Tanto ne bevve che si addormentò cadendo al suolo stordito. Il maestoso e svelto Susanowo allora sguainò la spada di una decina di spanne che portava ai fianchi e macellò la bestia fino a trasformare il fiume Hi in un torrente di sangue}
La soluzione di Susanowo è far ubriacare il drago dandogli otto ciotole di sake, una per ogni testa: dopo essersi addormentato Susanowo lo uccise. Si dice che dalla pancia del drago, dove cera di tutto, trovò anche una \textbf{spada (Kusanagi no tsurugi)} che dona ad Amaterasu. Non a caso i \underline{tre simboli reali} sono lo \underline{specchio}, la \underline{spada} e i \underline{magatama} (tre oggetti che Amaterasu regalerà poi al nipote Ninigi, imperatore mitologico).
Susanowo si stabilisce ad Izumo, prende in sposa la figlia delluomo che aveva aiutato e compone quella che passa alla storia come la “prima poesia giapponese” che viene scritta nel Kojiki usando i caratteri cinesi solo per il loro valore fonetico.
\begin{tabularx}{\textwidth}{X X X}
\toprule
\rowcolor{ForestPrimary}
\jp{\textcolor{red}{}雲立つ} & Yakumo tatsu & \underline{Molte} Nubi
\jp{出雲\textcolor{red}{}重垣} & Izumo yaegaki & erge Izumo
\jp{妻籠みに} & Tsumagomini & \underline{Molte} pareti
\jp{\textcolor{red}{}重垣作る} & Yaegaki & per la mia sposa erigo io
\jp{その\textcolor{red}{}重垣を} & Sono yaegaki o & \underline{Molte} salde pareti.
\bottomrule
\end{tabularx}
Paolo Villani nella traduzione rende con “molte” e non otto. È un po strano che la prima poesia giapponese abbia la \underline{metrica} perfetta di quella che sarà la poesia classica giapponese (5 versi 5-7-5-7-7 numero prestabilito di sillabe per verso Waka e si dice che questo metro sia divino proprio perché i primo ad utilizzarlo è stato una divinità), in questo periodo ovviamente non c’è ancora un metro esatto per la poesia giapponese siamo solo nel 712. Molti studiosi pensano ovviamente che la poesia sia stata ritoccata in seguito per dare dignità e anche discendenza divina alla metrica della poesia giapponese.
\subsection{Ohokuninushi e la lepre di Inaba\footnote{All'interno del Kiyomizudera di Kyōto, nel Jishu Jinja vi è la statua di Ohokuninushi e la lepre di Inaba.}}
Sempre nel primo libro la narrazione si sposta da Susanowo su \textbf{Ohokuninushi} dal suo nome capiamo che è “\textbf{padrone della terra}”, ha dei fratelli che lo trattano malissimo è un povero cristo sfigato. I suoi fratelli ad un certo punto si innamorano della \underline{principessa Yakami di \textbf{Inaba}}, decidono quindi di andare tutti insieme in viaggio verso Inaba per conquistare questa fanciulla e tra le varie vessazioni fatte al fratello decidono che lui debba portare tutti i bagagli. (Da questo incontro nasce questa storiella)
Durante il loro viaggio incontrano una \textbf{lepre} che si trovava sullisola di Oki e voleva arrivare sulla terra ferma, ma non sapendo nuotare mette alla prova i coccodrilli che si trovavano nellacqua “secondo me se vi conto la mia famiglia è più numerosa della vostra…”, questi cacciando le loro teste e inconsciamente formano un ponte su cui la lepre salta e proprio sullultima testa non riesce a starsi zitta e si vanta di essersi presa gioco dei coccodrilli. Lultimo coccodrillo arrabbiato la scuoia viva, per cui Ohokuninushi e i suoi fratelli si imbattono in questa lepre scuoiata che sofferente chiede aiuto, i fratelli allora le dicono di lavarsi nellacqua di mare ma col sale soffre ancora di più (*stronzi), finalmente arriva Ohokuninushi un po più lento a causa dei bagagli e gli dice di lavarsi prima nellacqua dolce e poi rotolarsi su un tappeto di polline. La lepre segue il consiglio e il suo pelo ritorna morbido e splendente, per sdebitarsi nei suoi confronti gli dice che la principessa di Inaba sarà sua: infatti una volta lì la principessa Yakami rifiuta i fratelli e accetta solo Ohokuninushi, ovviamente i fratelli non la prendono bene e lo uccidono più volte. La mamma di Ohokuninushi lo resuscita e gli dice di \textbf{scappare}.
Nel suo peregrinare Ohokuninushi finisce a casa di Susanowo e mette gli occhi su sua figlia: Susanowo allora lo incatena, fa di tutto per impedire questo amore ma la figlia si innamora follemente di lui per cui lo aiuta sempre. Ohokuninushi scappa con la figlia, addirittura lega i capelli di Susanowo ad un palo mentre dorme così che non possa scappare, oltre a rubargli la figlia gli ruba la sacra spada, arco e frecce; Susanowo allora consiglia a Ohokuninushi di uccidere almeno i suoi fratelli, così fa massacra i suoi fratelli e fonda il suo regno ma si scoccia di regnare e cede il suo regno a \textbf{Ninigi no Mikoto}, nipote di Amaterasu, a cui vengono dati i simboli del potere imperiale giapponese (spada, specchio e magatama) e diventa il “primo imperatore” leggendario del Giappone.
Ninigi no Mikoto rifiuta un matrimonio combinato, il padre di questa figlia rifiutata lo maledice “da oggi in poi la tua stirpe non sarà più immortale…” per giustificare la non immortalità di un imperatore di origine divina.
\begin{itemize}
\item \buf{Libro \roman{II}}: narrazione dedicata al \textbf{regno degli uomini}, va da Jinmu (pronipote di Ninigi) visuto 137 anni, fino a Suijin ce sarebbe il primo imperatore “storico” del Giappone tra il III-IV sec. ma non si è totalmente sicuri.
\end{itemize}
\section{Yamato Takeru}
Non ci sono molte storie interessanti in questo libro tranne quella di Yamato Takeru: figlio del governatore di Yamato, uccide il fratello perché scoprì che tramava contro il padre, il padre invece di ringraziare il figlio decide di affidargli missioni sempre più difficili.
\begin{enumerate}
\item \underline{Sconfiggere i ribelli di Kumaso} (attuale Kyushu): ci riesce nascondendosi tra le fila dei nemici travestendosi da donna, uccidendoli tutti. \item \underline{Izumo Takeru}: Yamato viene mandato nel territorio di Izumo per sottometterlo e sconfiggere Izumo Takeru e ci riesce scambiando la sua spada con un ramoscello, questo non solo perde ma Yamato Takeru lo deride attraverso una poesia…
\dictum{Sarà perché Izumo è rigogliosa
Che il rude Izumo ha una spada
Tutta adorna di rametti e a cui manca
Solo la lama. Poverino.
}
\item{Sottomettere gli Emishi}: popolo delle province orientali, Yamato Takeru ormai non ce la fa più perché le missioni sono sempre più difficili e in questa missione nonostante laiuto di una zia resta ferito.
\item{Uccidere un cinghiale bianco della montagna}: questo cinghiale si rivela essere la divinità della montagna e Yamato Takeru muore trasformandosi in un uccello bianco che vola via.
\end{enumerate}
Questo personaggio ci interessa perché diventa nel tempo una modello su cui vengono plasmate figure storicamente esistite che vengono ricostruite culturalmente. Yamato Takeru è il modello del \buf{soldato-poeta}: in Giappone in genere si è bravi o nella spada o nelle lettere, avere in unica persona queste due abilità è un caso molto fortunato significa possedere \textbf{bunbu \jp{文武}} “bravo nelle lettere e bravo nelle arti marziali”. Si dice che prima di morire abbia recitato molte poesie, che effettivamente vengono riportate nel Kojiki, mettendo appunto in evidenza la sua bravura come poeta.
Yamato Takeru getta le basi di quello che sarà il modello dell\buf{eroe giapponese}\footnote{vedi La nobiltà della sconfitta di Ivan Morris, un saggio molto bello dove elenca tutta una serie di eroi giapponesi e quello che apre il discorso è proprio Yamato Takeru.} nei secoli: leroe nellimmaginario giapponese è completamente diverso dal nostro concetto di eroe perché è bello nel momento della fine, quando mostra la sua debolezza, non quando vince, \buf{è bello proprio in quanto debole e mortale}. La cultura giapponese spesso simpatizza più con il perdente che con il vincitore, quindi il modello per eccellenza è quello delleroe sconfitto.
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@@ -6,6 +6,8 @@
\usepackage{colortbl}
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\newcommand{\jp}[1]{\begin{CJK*}{UTF8}{min}#1\end{CJK*}}
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