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\chapter{LEZIONE 1}
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\jp{古事記} Kojiki
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\jp{日本書紀} Nihon Shoki
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@@ -201,4 +202,82 @@ Non ci sono molte storie interessanti in questo libro tranne quella di Yamato Ta
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Questo personaggio ci interessa perché diventa nel tempo una modello su cui vengono plasmate figure storicamente esistite che vengono ricostruite culturalmente. Yamato Takeru è il modello del \bul{soldato-poeta}: in Giappone in genere si è bravi o nella spada o nelle lettere, avere in unica persona queste due abilità è un caso molto fortunato significa possedere \textbf{bunbu \jp{文武}} “bravo nelle lettere e bravo nelle arti marziali”. Si dice che prima di morire abbia recitato molte poesie, che effettivamente vengono riportate nel Kojiki, mettendo appunto in evidenza la sua bravura come poeta.
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Yamato Takeru getta le basi di quello che sarà il modello dell’\bul{eroe giapponese}\footnote{vedi La nobiltà della sconfitta di Ivan Morris, un saggio molto bello dove elenca tutta una serie di eroi giapponesi e quello che apre il discorso è proprio Yamato Takeru.} nei secoli: l’eroe nell’immaginario giapponese è completamente diverso dal nostro concetto di eroe perché è bello nel momento della fine, quando mostra la sua debolezza, non quando vince, \bul{è bello proprio in quanto debole e mortale}. La cultura giapponese spesso simpatizza più con il perdente che con il vincitore, quindi il modello per eccellenza è quello dell’eroe sconfitto.
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Yamato Takeru getta le basi di quello che sarà il modello dell’\bul{eroe giapponese}\footnote{vedi La nobiltà della sconfitta di Ivan Morris, un saggio molto bello dove elenca tutta una serie di eroi giapponesi e quello che apre il discorso è proprio Yamato Takeru.} nei secoli: l’eroe nell’immaginario giapponese è completamente diverso dal nostro concetto di eroe perché è bello nel momento della fine, quando mostra la sua debolezza, non quando vince, \bul{è bello proprio in quanto debole e mortale}. La cultura giapponese spesso simpatizza più con il perdente che con il vincitore, quindi il modello per eccellenza è quello dell’eroe sconfitto.
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\begin{ricorda}
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\textbf{SOLDATO-POETA} ED \textbf{EROE SCONFITTO}
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\end{ricorda}
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\begin{itemize}
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\item \bul{Libro III}: dall’imperatore Nintoku fino al 628 anno in cui termina il regno dell’imperatrice Suiko.
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\end{itemize}
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Viene riportata una poesia \underline{dell’imperatore }\textbf{\underline{Nintoku}}, che passa alla storia come un imperatore saggio:
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\dictum[Nintoku]{Sull'alta terrazza
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salgo e guardo:
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il fumo s'alza copioso.
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I focolari del popolo
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si son ravvivati.}
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Esempio di \underline{imperatore illuminato} che decide di togliere le tasse poiché guardando il proprio regno dall’alto non vedeva più il fumo uscire dai comignoli dei sudditi (= non cuocevano più riso). La poesia ci mostra un imperatore contento perché la sua manovra ha riportato una situazione fruttuosa per il popolo.
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\textbf{Kunimi} = osservare il proprio regno ponendosi da un punto alto / serve in realtà per dare un’immagine visiva dell’atto del governare.
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Altre storie interessanti di questo libro:
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\begin{itemize}
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\item \textbf{Koru e Koru}: due fratelli (veri) che si innamorano perdutamente l’uno dell’altro (in Giappone ok tra fratellastri no ok tra fratelli veri) che finiscono per fare doppio suicidio poiché il loro amore è impossibile. (primo esempio di doppio suicidio di amore, non il classico che studierai poi più avanti nel corso)
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\item \textbf{Ankō e Yūryaku}: il primo è uno dei fratelli Koru, erede al trono, giace con sua moglie aveva un figlio da un altro matrimonio, mentre è nelle coltri con lei gli confessa di essere stato lui ad aver ucciso il suo primo marito. Questa confessione viene sentita dal figlio del primo marito che è Yūryaku che uccide Ankō. Questa storia serve a modellare l’immagine dell’imperatore Yūryaku che passa alla storia per essere stato un imperatore impetuoso.
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\end{itemize}
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\subsection{NIHON SHOKI \jp{日本書紀}}
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Lo citiamo per completare il senso di come si muove la reggenza dello stato di Yamato nel costruire un’identità culturale giapponese. È un testo molto simile al Kojiki nei contenuti: anche il Nihon shoki viene commissionato da \underline{Tenmu} nel \textbf{681} (stesso anno in cui commissiona il Kojiki), lo tesso imperatore commissiona due opere identiche ma con obiettivi diversi. Il Kojiki ha un’impronta molto più interna, è un primo tentativo per costruire un’identità nazionale con riferimenti interni al giapponese dell’epoca, mentre il Nihon shoki viene compilato da un gruppo di nobili (persone di alto rango) sotto la \underline{supervisione del Principe Toneri}, persone che avevano grande dimestichezza col cinese poiché l’obiettivo dell’opera era di raggiungere un pubblico esterno. L’opera è dichiaratamente in cinese classico, usufruisce chiaramente di fonti estere di matrice cinese e viene \bul{presentato a corte nel 720}.
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Mettendoli a confronto vediamo:
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\begin{tabularx}{\textwidth}{X X}
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\toprule
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\rowcolor{ForestPrimary}
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Nihonshoki & Kojiki \\
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Cinese classico & Cinese x “similcinese” x giapponese \\
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Fino a 12 versioni per le leggende & Unica versione per le leggende \\
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Anche fonti estere & Solo fonti indigene \\
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Date precise, il testo è più storico & Poche date precise, testo più mitologico \\
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Destinato ad un uso internazionale & Destinato ad un uso nazionale \\
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\bottomrule
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\end{tabularx}
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Entrambe le opere hanno l’obiettivo di \textbf{legittimare l’egemonia del clan di Yamato}, ciò che cambia è il target dei lettori. Ō no Yasumaru si pose il problema che se avesse scritto in cinese il lettore indigeno non si sarebbe sentito riconosciuto, mentre per il Nihonshoki scrivere in cinese (lingua vernacolare dell’epoca) significava presentarsi con una dignità culturale anche di fronte ad un destinatario internazionale (Cina, Corea…)
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\subsection{FUDOKI \jp{風土記}}
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Sono un genere, le così dette “\bul{gazzette ufficiali}” non hanno valore letterario ma sono comunque una produzione importante dell’epoca Nara. Scritte in cinese e legate ai vari territori, ci danno le informazioni più disparate: geografiche, toponimiche, ma anche più culturali come leggende credenze e culti che vengono praticati in queste determinate zone. Sono importanti perché servono al governo centrale per comprendere che tipo di territori hanno assimilato così da riuscire ad integrarli meglio (= sforzo iniziale per creare un’identità più ampia fattibile solo conoscendo le differenze tra territori).
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Essendo documenti molto antichi non ce ne sono giunti molti, alcuni sono solo frammenti, i più completi sono lo Izumo Fudoki, lo Hitachi Fudoki\heart\footnote{Tradotto da Manieri-sensei.}.
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Queste opere riportano tante leggende, temi e pattern che ritroveremo molto nella letteratura classica giapponese, tra cui due famose leggende che troviamo nell’Izumo Fudoki che sono:
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\begin{itemize}
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\item Il boschetto di pini di Unai: due ragazzi di bell’aspetto si innamorano e decidono di appartarsi in questo boschetto di pini ad Unai, passano la notte insieme ma si fanno sorprendere dalla luce del giorno e per paura che il loro amore potesse creare scandalo decidono di uccidersi e leggenda vuole che si siano trasformati in due pini.
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\end{itemize}
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Gli amanti della letteratura classica giapponese pur non avendo problemi evidenti, lo stesso rapporto è qualcosa di intimo e privato che non deve mai entrare a contatto con la sfera pubblica “il giorno è il nemico degli amanti” (= se gli amanti vengono colti nel loro amore, questo è motivo di scandalo).
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\begin{itemize}
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\item Urashima Tarō: leggenda molto famosa, ancora oggi raccontata come favoletta ai bambini.
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Un pescatore un giorno mentre è in barca salva una tartaruga, ad un certo punto si addormenta e vede che la tartaruga si è trasformata in una fanciulla bellissima che lo invita a seguirla nel suo regno nelle profondità del mare, lui ovviamente la segue, e passa il suo tempo in questo ambiente bellissimo; dopo 3 anni insiste di tornare a casa e lei glielo concede a patto che non apra uno scrigno che la fanciulla gli regala. Tornato sulla terra niente è più come prima, non trova più la sua famiglia, sentendosi spaesato allora apre lo scrigno e scopre che non sono passati 3 anni ma 300 anni e di colpo invecchia e muore all’istante.
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\end{itemize}
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Ci son tante influenze cinesi e richiami alla filosofia Taoista: la vita eterna di cui lui avrebbe potuto godere nel regno in fondo al mare è un tema molto presente nella filosofia Taoista.
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\subsection{KAIFUSŌ \jp{懐風藻}}
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\textbf{Poesie raccolte rimpiangendo lo stile antico (751)}
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Compilatore anonimo, 120 kanshi, 64 poeti
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Altra opera sempre un po’ ibrida, c’entra poco con il corso ma è importante metterla in evidenza perché tutto ciò che viene prodotto in questo periodo da un lato cerca di essere un contributo giapponese alla scena culturale/politica storica, dall'altra si sente l’influenza della Cina e il debito che il Giappone del tempo aveva con la Cina.
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Le poesie sono tutte \bul{kanshi}: poesie scritte in cinese, con la metrica cinese, da autori giapponesi). Un grande sforzo non solo linguistico, anche perché per i giapponesi redigere testi documenti in cinesi non era un problema, ma per scrivere poesie non basta conoscere il cinese, è necessario un buon bagaglio di conoscenze culturali cinesi così da creare connessioni intertestuali; le poesie infatti sono molto scolastiche e fredde, ci provano ma il risultato è la testimonianza del debito culturale che il Giappone ha nei confronti della Cina.
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Temi principali: esaltazione della figura imperiale, elogio dei principî confuciani, scene di corte, battute di caccia, descrizioni di banchetti tenuti nei giardini di corte o nelle residenze nobiliari, la vita di eremitaggio dei monaci, la passione per la natura e il mondo magico e soprannaturale degli immortali del taoismo, la triste storia d'amore di Vega e Altair, lo scorrere del tempo, l'alternarsi delle stagioni e l'amore. Anche i temi più emotivi risultano freddi.
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Esempio di poesia, il nobile Ōmiwa Yasumaro, direttore del Dipartimento degli Affari Militari di IV rango inferiore minore:
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\dictum[Andrea Maurizi]{Rifugio montano. Far parlare il proprio cuore.
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Per assaporare il fascino di un rifugio tranquillo
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vado alla ricerca della impenetrabilità di colline e ruscelli
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Errando oltre nuvole e vapori
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mi diletto ad ammirare i fiori di campo autunnali.
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Le foglie di riso adono sotto il peso della brina,
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gli stridii delle cicale si odono lungo il corso del vento.
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Del tutto appagato da amore e saggezza,
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perché parlare dei divertimenti di città e di corte?}
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Reference in New Issue
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